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L’AMARETTO: BUONO DA SOLO, PIÙ BUONO CON LE PESCHE!

L’AMARETTO: BUONO DA SOLO, PIÙ BUONO CON LE PESCHE!

L’amaretto è probabilmente uno dei biscotti di pasticceria più diffuso d’Italia e affonda le sue radici addirittura nel Medioevo. Iniziò a diffondersi nei paesi arabi solo attorno al XIII secolo, mentre per una diffusione dell’amaretto in tutta Europa occorre attendere l’arrivo del Rinascimento.

Esistono due tipi ben distinti di amaretti: l’amaretto di Saronno e l’amaretto di Sassello. Sebbene siano originari della Lombardia i primi e della Liguria i secondi, la loro forma è estremamente simile. Ciò che davvero distingue i due tipi di amaretto è la loro friabilità. L’amaretto di Saronno, usato in tantissimi dolci tradizionali, come le pesche ripiene e il tiramisù, è famoso per la sua croccantezza e per la struttura interna alveolare. L’amaretto di Sassello, invece, è morbido e ricorda il marzapane ed è presumibilmente più “giovane” del suo fratello lombardo.

C’è un’interessante leggenda dietro la storia degli amaretti.

Si narra che nel 1718 il Cardinale di Milano decise di recarsi in visita al Santuario della Beata Vergine dei Miracoli di Saronno. In onore della sua visita una giovane coppia preparò un impasto a base di zucchero, armelline e bianco d’uovo che, fatto lievitare in forno, diede origine a dei biscotti tondi che vennero chiamati amaretti. La fama e il nome degli amaretti di Saronno ha raggiunto livelli mondiali arrivando fino alla famosa scuola di magia di Harry Potter dove appaiono all’interno della scatola di latta nella prima parte del film “I doni della morte

Oltre alla Lombardia e all’Emilia, come detto anche la Liguria vanta i suoi amaretti tipici: gli amaretti di Sassello, dal nome del comune di origine, in provincia di Savona. La ricetta degli amaretti morbidi di Sassello nasce nel 1800 circa per opera di una famiglia astigiana: lui era l’amministratore dei beni dei Savoia, lei era una di origine siciliana, solita preparare questi pasticcini a base di mandorle da offrire ai suoi ospiti. Il successo degli amaretti di Sassello non si fece attendere e ricevettero diversi riconoscimenti in occasione dell’Esposizione Internazionale di Genova nel 1892 e in alcune mostre a Parigi nel 1911 e a Madrid nel 1914.

Dall’unione tra questi autentici simboli della tradizione italiana e uno dei frutti più rappresentativi della stagione estiva, nascono le pesche all’amaretto Spagni&Spagni, realizzate con le migliori materie prime, lavorate poche ore dopo la raccolta con la sola aggiunta di cacao e zucchero di canna, per garantire qualità e freschezza ad un dolce tanto semplice quanto buono e genuino, in grado di soddisfare qualsiasi palato con i suoi profumi e sapori.  Ideali da degustare al naturale, a fine pasto, oppure da accompagnare con una pallina di gelato, per un risultato eccezionale!

 

“Il dolce non va nello stomaco, il dolce arriva dritto al cuore…”

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